Il combattimento ad atemi

Nella concezione comune il combattimento viene considerato come un insieme di calci e pugni che si librano nell’aria per “sconfiggere” un avversario. Il combattimento ad atemi, tipico del Taj Jutsu, è una tipologia di combattimento non agonistico, rivolto allo sviluppo della propria persona e al confronto con essa, più che con un avversario. Inoltre il combattimento si basa sulla ricerca dei propri limiti, cercando progressivamente di superarli. Questo concetto, trattato spesso dai maestri della Hiden Ryu, ha permesso, anche ai kyu più giovani, di sviluppare un’idea comune su come il combattimento non sia solo un confronto di forza bensì uno studio dell’avversario, con colpi mirati e tecnici. Particolarmente interessanti sono state le parole di Gianluca Polignano, neo cintura nera della Hiden Ryu, il quale afferma che: “i punti di forza del combattimento ad atemi sono i tuoi punti deboli”. Tali parole hanno sottolineato la biunivocità tra i propri limiti ed il combattimento. Nonostante questo aspetto però, non bisogna trascurare il fatto che il combattimento ha un’importante parte fisica, che deve essere costantemente allenata attraverso esercizi specifici e sviluppando una tecnica sempre più raffinata per ottenere una sicurezza maggiore nei movimenti.

Noce Stefano (IV kyu)

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di hidenryuhombudojo

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