Hagakure – Il libro segreto dei samurai

Hagakure è una delle opere più significative tramandateci dalla tradizione giapponese, la sua importanza è dovuta al fatto che ci trasmette l’antica saggezza dei samurai sotto forma di brevi aforismi, dei quali emerge lo spirito del Bushido: la Via del samurai.
L’opera è scritta da Yamamoto Tsunetomo (1659 / 1721) appartenente al feudo Saga, egli ci tramanda il codice dei samurai e l’ideale di vita che guidò tutta la sua esistenza.
Alla sua morte il manoscritto circolo tra i samurai del feudo di Saga, dove divenne il testo fondamentale segreto dell’etica marziale.
Per oltre centocinquant’anni Hagakure fu considerato alla stregua di un testo sacro appartenente esclusivamente al feudo di Saga.
Successivamente con la restaurazione Meiji, fu divulgato diventando il libro giapponese più celebre e controverso di ogni epoca.
Con l’inizio della seconda guerra mondiale si assistette all’apice della sua mistificazione:la nota affermazione “la Via del samurai è la morte” alimentò il fanatismo dei giovani arruolati nel corpo speciale dei kamikaze.
Letto e interpretato nel modo corretto, Hagakure rivela un pensiero complesso e positivo, che non ha nulla a che vedere con la totale sottomissione ai superiori o con l’esaltazione del suicidio.
Morire per tali valori è un principio basilare dell’etica del samurai, ma, contrariamente all’interpretazione comune, non si tratta della morte fisica, bensì di sopprimere il proprio Ego.
Questo insegnamento riguardo la morte è estremamente prezioso e attuale, solo attraverso l’accettazione della morte l’uomo può superarne la paura, raggiungendo la libertà e la pace interiore.
Ciò non significa rassegnarsi a percepire la vita con pessimismo, al contrario, significa cogliere la gioia e la bellezza racchiuse in ogni singolo istante e vivere il momento presente in modo cosciente, nella sua unicità.
Come dice il testo:

“Di certo esiste solo il particolare scopo del momento presente. Tutta la vita è fatta di momenti che si susseguono. Una volta compresa questa regola fondamentale, il samurai non deve più manifestare impazienza né porsi altri scopi” .

La Via del samurai non si radica nella violenza né nella ricerca del profitto personale, il suo fine non è quello di vincere gli altri, ma se stessi. E’ necessario oggi essere migliori di ieri e domani migliori di oggi, percorrere la Via per tutta la vita., poiché “l’addestramento non finisce mai”.

Davide Vitali, IV Kyu

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di hidenryuhombudojo

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