Un’arma semplice ma letale: il Bō

In questo breve testo vedremo in che cosa consiste il bōjutsu.

La parola è formata dai caratteri “ Bō ”, che significa semplicemente bastone e “Jutsu”, ovvero “arte”; la parola bōjutsu può quindi essere tradotta come “l’arte del bastone”.

Non vi è nulla di più semplice di un bastone, l’arma più antica del mondo, eppure vi sono poche armi letali come esso, portandolo ad essere spesso sottovalutato.

Il bastone viene usato da millenni in diverse culture e paesi, essendo probabilmente anche l’arma più usata; si trova, infatti, in moltissimi stili di arti marziali.

Il bō classico, detto anche rokushaku-bō, ha una lunghezza di 1,80m, sei shaku appunto (roku = sei, shaku = unità di misura simile al piede, circa 30cm), anche se in molte culture si possono trovare bastoni di lunghezze differenti (alcuni lunghi fino a nove shaku, 2,70m).

Il materiale del bō doveva essere un legno duro come la quercia, ad esempio, anche se veniva usato spesso anche il bambù, il rattan o il legno di pino all’occasione.

Come tutte le armi del kobudo, anche il bō, nel Giappone feudale, non nacque come arma vera e propria, ma ben presto i contadini e la gente comune, dopo il bando della katana trovarono nel bastone lungo un valido sostituto, modificandolo e adattandolo poi a diverse forme (bokken) e altezze (jō, hanbō).

Il bō viene usato sia per attaccare che per difendersi, vi sono quindi diverse posizioni di bloccaggio ma anche svariati attacchi possibili che vanno dal semplice affondo al colpo laterale, dal basso e dall’alto, fino ad arrivare alle più complicate rotazioni che imprimono molta più energia al colpo sferrato.

Sull’utilizzo di quest’arma ci sarebbe da dilungarsi molto poi, ma il concetto fondamentale da acquisire è che, forse più di ogni arma, il bastone deve diventare un prolungamento del braccio del combattente, che deve “farlo suo” e sfruttarne la lunghezza, da una parte per tenere lontano i nemici, dall’altra per sferrare attacchi dalla distanza senza quindi rischiare eccessivamente il coinvolgimento diretto che si avrebbe con altre armi più corte in combattimento.

Nella Hiden Ryu, per ciò che riguarda la lunghezza del bō, si usa come riferimento la spalla del praticante, pertanto non si utilizza un bō con misure standard.

Valerio Bauducco, II Kyu401825_10200199664659701_1030549905_n

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di hidenryuhombudojo

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