La Fisica nelle Arti Marziali: il Tomoe-Nage

In questo articolo, si cercherà di applicare, nel modo più semplice possibile, uno dei principi fondamentali della “fisica elementare”, quello della Conservazione dell’Energia Meccanica, ad una tecnica presente nel programma di studio della Hiden Ryu, il Tomoe-nage.

In questa tecnica viene  sfruttata la spinta dell’avversario per proiettarlo con il minimo sforzo. Questa tecnica si può definire “circolare”, infatti il significato della parola “tomoe-nage” è vortice.

Prima di iniziare l’esposizione dei concetti di fisica occorre fare due assunzioni:

  • per semplicità occorre considerare il moto bidimensionale, ovvero come se ci si sposti solamente lungo gli assi x e y (un po’ come Super-Mario per intendersi);
  • occorre tenere conto del solo campo gravitazionale (in quanto è un campo di forze conservativo) soltanto l’istante iniziale e quello finale, tralasciando tutto quello che avviene “durante” e soprattutto non ci si deve preoccupare della traiettoria che la persona proiettata seguirà.

Ora si cercherà di dare una breve definizione di ciò che compone l’energia meccanica. Essa è la somma due particolari energie:

  • l’Energia Potenziale: l’energia che ha un oggetto durante la fase di caduta. Essa dipende dalla massa, dall’altezza e dall’accelerazione (che in questo caso è solo quella gravitazionale) del corpo considerato;
  • l’Energia Cinetica: dipendente dalla massa del corpo e dal quadrato della velocità con cui esso si muove.

Infine non resta che analizzare meglio cosa vuol dire la parola “conservazione”.  Semplicemente può essere associata a un uguale, infatti non vuol dire altro che l’energia meccanica nell’istante iniziale e uguale all’energia meccanica calcolata nell’istante finale.

tomoe-nage1

Adesso non resta che cercare di applicare questo concetto alla tecnica presa in esame. Prendendo in esame Tori (colui che subisce la tecnica) come rappresentato in fig. 1, si può osservare come il suo corpo è sospeso in aria (questo vuol dire che possiede energia potenziale). Inoltre si sta muovendo ad una certa velocità, quindi possiede anche  energia cinetica.

tomoe-nage2

Se lo si confronta con la situazione rappresentata in  fig. 2, si può notare che l’energia potenziale diminuisce, mentre l’energia cinetica  aumenta; in questo modo le due energie si compensano conservando l’energia meccanica. Considerando l’uguaglianza suddetta si può calcolare la velocità con la quale Tori  tocca il terreno e, trascurando l’energia potenziale (in quanto egli è ad una distanza che si può ritenere trascurabile), si ottiene un valore di circa 18 km/h.

Ovviamente questo articolo si rifà ad un comportamento ideale e distante dalla realtà; l’energia meccanica non si conserva, infatti molte forze non conservative convertono l’energia “assorbita” in un altro tipo di energia (ad esempio l’attrito viene convertito in energia di tipo termodinamico).

Alberto Lacanna, II kyu

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di hidenryuhombudojo

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